AFRICA/MALAWI –

Ciclone Idai: “Aiutateci a soccorrere le vittime”, appello dei Vescovi

Lilongwe (Agenzia Fides) – “Mentre lottiamo insieme per rispondere al disastro che ci ha colpito, facciamo appello a tutti i cattolici e alle persone di buona volontà, alle agenzie per lo sviluppo e ai partner internazionali perché ci aiutino a sostenere i nostri fratelli e sorelle rimasti intrappolati dalla catastrofe”. È l’appello giunto all’Agenzia Fides dalla Conferenza Episcopale del Malawi (ECM), dove migliaia di persone sono state colpite dalle inondazioni devastanti che hanno colpito la parte meridionale e centrale del Paese.
Dal 5 al 7 marzo 2019 queste aree sono state sconvolte da massicce piogge accompagnate da forti venti, conseguenza della profonda area di bassa pressione localizzata nel vicino Mozambico, dove centinaia di migliaia di persone sono state colpite dalle inondazioni. Altro Stato sconvolto dal ciclone “Idai” è lo Zimbabwe (vedi Fides 18/3/2019).
Nella loro dichiarazione i Vescovi hanno espresso le condoglianze per la morte di 45 persone ed hanno lanciato l’appello per far fronte ai danni alle proprietà e al bestiame causati dalle inondazioni. I Vescovi hanno elogiato il Capo dello Stato Dr Peter Mutharika per aver dichiarato le inondazioni “disastro nazionale”; un fatto che, secondo loro, contribuirebbe ad accelerare l’invio di aiuti da parte dei partner internazionali. Tra le necessità urgenti vi sono: cibo, tende, medicine, potabilizzatori. Oltre alle 56 vittime vi sono 577 persone ferite, 147.958 famiglie sfollate, per un totale di 739.790 persone. Secondo i rapporti dell’organizzazione di soccorso e sviluppo della Chiesa cattolica del Malawi, CADECOM, i distretti interessati comprendono Nsanje, Chikwawa, Zomba, Mulanje, Thyolo, Chiradzulu, Phalomba, Blantyre, Neno, Mwanza, Dedza, Balaka e Mangochi. (S.Z.) (L.M.) (Agenzia Fides 20/3/2019/

Sono stati lunghi i giorni a seguire le previsioni metereologiche. Mai avevamo vista tanta pioggia che continuava nella notte per riprendere ancora all’alba.
Ormai eravamo al termine della lunga stagione delle piogge, il grano cominciava a maturare nei campi
Quando come non mai era successo i fiumi hanno cominciato a straripare, le capanne letteralmente a sciogliersi, e assieme ai tanti feriti la lunga lista di oltre sessanta morti.

Anche in Africa la gente si sta’ abituando al nuovo vocabolario che parla di Cambiamenti Climatici. E si evidenziano giorno dopo giorno nelle stagioni irriconoscibili, piogge che non terminano nei mesi tradizionali, inondazioni dove l’acqua non era mai giunta. Il Ciclone IDAI ha colpito pesantemente il Mozambico e lo Zimbabwe. In particolare la citta’ di Beira, con i suoi 500.000 abitanti, sulla costa dell’Oceano Indiano e’ completamente allagata mentre i fiumi che vengono dall’interno per settimane continueranno a portare ondate di acqua ai villaggi della costa.

Mentre le zone di Chikwawa e Nsanje a sud del Malawi tutto il raccolto e’ andato perso e contano i morti e le tante persone che mancano all’appello
Nelle zone piu’ in alto del Malawi la preoccupazione piu’ grande e’ legata alla poverta’ delle costruzioni e delle case in particolare.
Capanne di fango gia’ mezze divorate dalle termiti si sciolgono letteralmente. Tanti i feriti, ma soprattutto tante le casette che hanno visto cedere una parete di casa, o portare via le lamiere del tetto. Quando al Cecilia Youth Center abbiamo chiesto a chi si e’ rovinata la casa e non ha uno spazio dove rifugiarsi, oltre la meta’ dei ragazzi hanno raccontato della paura di vedersi crollare addosso la casa mentre tutto attorno era buio e non sapevano dove scappare.
Le previsioni purtroppo parlano ancora di giornate di pioggia. Piogge che fanno emergere la grande poverta’ del Malawi. Quelle che chiamano case sono strutture troppo fragili, cosi’ come quelle che chiamano aule scolastiche o stanze da ospedale non riescono a sopravvivere queste nuove stagioni

In questa situazione di emergenza la gente ci chiede rotoli di plastica da stendere sui tetti delle capanne e dare un momento di tregua alle capanne che si stanno sciogliendo.

Oltre le case per tantissime famiglie e’ anche il dramma della perdita del raccolto.
A chi e’ piu’ provato dall’alluvione, a chi ha perso il raccolto in cui sperava per sopravvivere alla fame, vogliamo poter offrire un sacco di grano.
50 Kilogrammi di granoturco costano in moneta locale, Malawi Kwacha 10,000. e corrisponde a Euro 12.00
Per i giorni a venire, quando l’acqua si sra’ ritirata e i villaggi avranno contato i loro morti e ricostruito le capanne,
un sacco di grano sara’ il dono migliore per chideve ricominciare daccapo con una nuova capanna e un nuovo campo da seminare.
Un sacco di grano che vorremmo offrire in particolare a tutti gli orfani del Malawi
ai piu’ poveri che non si sentano abbandonati.

Un carissimo saluto da un Malawi che ha parzialmente evitato una tragedia
e che vuol rinascere per continuare un cammino di vera crescita e vittoria sulla fame.

p. Piergiorgio Gamba
Missionari Monfortani del Malawi